SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA INSIEME A

     SAN LUDOVICO RE (Luigi IX) SONO ENTRAMBI PATRONI DELL'ORDINE FRANCESCANO SECOLARE.

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Storia di una principessa.

     Elisabetta, figlia del re Andrea II d’Ungheria e di Gertrude di Merano – discendente da Carlo Magno – nacque nel 1207 nel castello di Bratislava. Nel 1211 lasciò la corte paterna, con una ricchissima dote, e fu condotta al castello di Wartburg in Turingia, per essere cresciuta nella famiglia del futuro sposo Ludwig figlio del signore di quella regione, il langravio Hermann, che secondo la leggenda sarebbe stato avvisato da un trovatore della nascita della bambina, “una meravigliosa stella” la cui santità si sarebbe irraggiata in tutto il mondo. Con il fidanzato si instaurò un profondo legame di affetto e amicizia. Si manifesta presto in Elisabetta una profonda spiritualità, caratterizzata dall’aderenza alla volontà di Dio, unita al disprezzo per le ricchezze e le vanità del mondo. La pietà e la carità di Elisabetta erano grandi, ma non sempre condivise dalla famiglia. In quel periodo i rapporti tra la Turingia e il principato vescovile di Magonza erano molto tesi per la supremazia che ambedue i signori ritenevano di avere sul territorio. La situazione si esacerbò a tal punto che il vescovo di Magonza scomunicò Hermann, che in queste condizioni morì nel 1217: gli successe Ludwig, che nella primavera del 1221 sposò Elisabetta.

    Il matrimonio di Elisabetta fu felice "Se io amo tanto una creatura mortale - diceva Elisabetta alla fedele Isentrude - quanto dovrei amare di più il Signore". Elisabetta amava teneramente Ludovico e Ludovico amava lei, per la sua bellezza, la sua gentilezza e la sua grazia. A corte la Duchessa era quasi disprezzata per la sua semplicità nel vestire e per la sua modestia nel vivere.

       Assecondata dal consorte, Elisabetta dedicava molto tempo alla preghiera ed esercitava con generosità le opere di misericordia verso i poveri, i lebbrosi, gli appestati, i malati in genere e i bisognosi. Si impegnava nella promozione della giustizia sociale.

     Il suo amore per poveri è abbondantemente documentato tuttavia è degno di nota il miracolo del pane trasformato in rose, si afferma che un giorno Ludovico la incontrò mentre correva per la strada con il suo grembiule pieno di pane per i poveri, le chiese cosa stesse portando, lei lascio cadere il grembiule ed invece del pane comparvero magnifiche e fresche rose.

      Elisabetta rimane affascinata dagli ideali predicati dai primi francescani e nel 1225 sceglie il francescano Riìdiger (Ruggero) come guida spirituale, il quale la guida mirabilmente a perseguire l'umiltà, la pazienza e a dedicarsi con ardore alle opere di misericordia.

I MIRACOLI

      Quello che rende incredibile questa santa, oltre ad una vita esemplare e virtuosa, è quanto avvenuto dopo la morte. Per sua intercessione risultano guarite e sopratutto resuscitate diverse persone. Nella Relatio miraculorum «Incipiunt miracula sancte Elyzabet» si evidenziano tre risurrezioni. 

RISURREZIONE DI UN BAMBINO

       Il 16 ottobre 1232 la signora Lutgarda, della diocesi di Magonza, in Germania, dichiara con giuramento che il suo bambino di tre anni morì dopo acuta infermità. Il suo corpo giaceva ormai freddo. La nonna Berteide invocò con insistenza il Signore e chiese l'intervento di Elisabetta, promettendo di portare ogni anno una precisa offerta alla sua tomba e di donare un contributo all'ospedale San Francesco in Marburg. 

    All'alba del terzo giorno il bambino riprese a respirare e cominciò a muoversi. Alla sera già parlava. Lo attestano la madre Lutgarda, la nonna Berteide, il padre Corrado, il nonno Anselmo e la sorella Bertheit. Ratificato dal vescovo.

    La sua è una santità penitente sia nella condizione regale ne avverte la precarietà e il livello di privilegio, ne limita gli squilibri e gli abusi del potere rifiutando di mangiare cibi di ingiusta provenienza, e se ne distacca temporaneamente mentre ne occupa il ruolo, che in quella di perseguitata; con ogni probabilità, non è vero che sia stata “cacciata” dalla corte: le si volevano mettere dei freni, dei paletti, e lei li salta per essere libera di immergersi fino in fondo nel Mistero pasquale di Cristo, rimasto ora il solo suo sposo la notte della “fuga” va nella chiesa dei Frati e chiede che le cantino un Te Deum di ringraziamento per essere ora nella condizione di partecipare  alla Passione del Signore.

 E si arriva alla canonizzazione nel 1235 sempre a opera di papa Gregorio. I suoi resti, trafugati da Marburgo durante i conflitti al tempo della Riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna. E’ compatrona dell’Ordine Francescano secolare assieme a S. Ludovico.

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Cronologia della sua vita.

PREGHIERA A SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

 

O Elisabetta, 

giovane e santa, 

sposa, madre e regina,

volontariamente povera di beni,

tu sei stata,

sulle orme di Francesco,

primizia dei chiamati

a vivere di Dio nel mondo

per arricchirlo di pace, di giustizia 

e di amore ai diseredati e agli esclusi.

La testimonianza delle tua vita

rimane come luce per l’Europa

per seguire le vie del vero bene

di ogni uomo e di tutti gli uomini.

Ti preghiamo di impetrarci

dal Cristo Incarnato e Crocifisso,

al quale ti sei fedelmente conformata,

intelligenza, coraggio,operosità e credibilità,

da veri costruttori

del regno di Dio nel mondo.

Amen

 

PREGHIERA A SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

patrona dell'Ordine Francescano Secolare

 

Elisabetta, coraggiosa dispensatrice di bene,aiutaci a camminare, come Francesco e Chiara, nella via evangelica della carità. Tu che hai saputo donarti al prossimo, dacci di saper dispensar con ardore serafico il pane della Parola di vita, il pane della concordia, della pace, della misericordia, dell’ospitalità, del perdono. O nostra patrona, proteggi sempre l’Ordine Francescano Secolare, la Gioventù Francescana, l’Araldinato; accompagnaci nel percorso quotidiano della vita perché impariamo con audacia a saper dare ragione della speranza che è in noi. Sii vicina ai fratelli che soffrono o che sono abbandonati alle loro miserie e non permettere mai che anche noi ci dimentichiamo di loro, ma partendo dal tuo mirabile esempio sappiamo riconoscere che in ogni fratello c’è Cristo, il Signore e nostro Salvatore. Amen!

 

 

INNO A SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

 

Dolce Elisabetta, Santa Patrona dell’Ordine Francescano Secolare,

ti affidiamo umilmente le nostre Fraternità.

Concedici di essere degni figli di Francesco d’Assisi ,

che tu hai tanto amato e saputo seguire.

Donaci amore per la nostra Regola, perché vivendola con fedeltà

possiamo seguire le tue orme sulla strada della carità e della santità

Proteggi con la tua materna cura le nostre Fraternità:

tutti i Fratelli e le Sorelle che in esse cercano umilmente

di servire il Signore,

coloro che con trepida attesa si preparano ad entrare,

perché possano essere con entusiasmo il futuro dell’Ordine,

e coloro che, per l’età o la malattia,

si accingono a lasciare la Fraternità terrena

per contemplare con Te quella Celeste;

fa’ che il segno dei salvati,

il Tau nostro abito, sia gloriosamente impresso sulle loro fronti.

Stai vicina a noi, con il tuo aiuto e la tua intercessione,

perché non dimentichiamo

di servire sempre con gioia e dedizione

i poveri, gli ammalati e gli emarginati di ogni tempo,

affinché le iniziative coraggiose che la Chiesa attende oggi da noi

siano il segno visibile di quell’amore preferenziale

che ci è stato affidato.

Fa’ che cresca nel nostro cuore la contemplazione del Signore

perché nessuna delle Sue creature, animata o inanimata,

sia lontana dal nostro pensiero e dalla nostra attenzione.

Aiutaci ad essere autentici operatori di pace

e guidaci nel difficile cammino del nostro tempo,

così delicato per l’equilibrio del mondo.

Fa’ che portiamo la grandezza del tuo esempio,

come un segno profetico di grazia e di benedizione per il futuro.

Amen.

PREGHIERA A SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA

BREVE BIOGRAFIA DI SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA.

LITURGIA EUCARISTICA E DELLE ORE DI SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA 

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