SANTA ROSA DA VITERBO

PROTETTRICE DELLA GIOVENTU' FRANCESCANA (GI.FRA)

CLICCA PER COLLEGARTI AL SANTUARIO DI SANTA ROSA
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LA SUA VITA

     Rosa nasce a Viterbo nel 1233, dove l’Imperatore Federico II impegnato ad ottenere il controllo di Viterbo a discapito dello Stato della Chiesa.

   I genitori di Rosa, Caterina e Giovanni, hanno modeste origini ed educano la bambina nell’amore e nel rispetto di Dio, seguendo gli insegnamenti di San Francesco d’Assisi.

     La casa dove vive la giovane con i propri genitori è situata vicino al Monastero delle Clarisse (tutt'ora esistente) dove Rosa cerca di entrare,ma provenendo da una famiglia povera,questo le viene negato, decide allora di operare tra le vie di Viterbo come terziaria, conducendo una vita di penitenza e di carità verso i poveri ed i malati.

   Rosa professa apertamente la pace girando per le vie della città di Viterbo, con il Crocifisso e con altri segni di pietà. Questo suo modo di predicare, in un tempo in cui imperversano aspre lotte fra opposte fazioni politiche, divide gli animi dei cittadini,così l’Imperatore decide di bandirla con tutta la sua famiglia.

     Rosa nasce con una rarissima e grave malformazione fisica caratterizzata dalla assoluta mancanza dello sterno, sostituito dalla natura da un piastrone fibroso, malattia oggi denominata “agenesia totale dello sterno” che di solito porta il soggetto ad una morte precoce entro i primi tre anni di vita, in quanto lo scheletro non riesce a sostenere il corpo. La giovane Rosa, invece,muore nel 1251 all’età di 18 anni.

      Viene sepolta nella nuda terra del cimitero della sua parrocchia di Santa Maria in Poggio detta oggi Crocetta. 

 Il 4 settembre del 1258, dopo la terza apparizione, il Papa, resosi conto che la figura che sognava e che gli parlava era veramente Rosa, trasferisce il corpo incorrotto di Rosa nella vicina Chiesa delle Clarisse, affidandone a loro la custodia ed il culto.

    Nel 1357 a causa di una candela caduta, scoppia un incendio all’interno della cappella dove è custodita la giovane.

   L’urna viene completamente consumata dalle fiamme, come pure le vesti di Rosa e tutti i documenti e gli ornamenti che sono lì conservati, ma il suo Corpo rimane assolutamente indenne, solo annerito.

   Sono ben conservati il Sacro Cuore, gli organi interni, le masse muscolari e lo scheletro con ossa tutte in connessione anatomica. 

I MIRACOLI DI SANTA ROSA

IL PANE TRASFORMATO IN ROSE. Rosa mette sempre da parte qualche piccolo pezzo di pane risparmiandolo dal suo cibo per donarlo ai poveri. Il padre un certo Giovanni, preoccupato per la salute di sua figlia denutrita, la ferma sulla porta di casa e le chiede di aprire il grembiule nel quale aveva nascosto il pane per i bisognosi. Ed ecco che al posto del cibo compaiono delle freschissime rose rosse profumate.

LA BROCCA RISANATA. La giovane Rosa si trova alla fonte di Santa Maria in Poggio per attingere dell’acqua quando vede che a una bambina le cade la brocca che va in frantumi. Sperando di non ricevere la punizione dei genitori la fanciulla incolpa Rosa di averla fatta cadere. Questa raccoglie i cocci, ricompone la brocca e la dà, intera, alla bambina bugiarda.

LA GALLINA RUBATA. Alla mamma di Rosa viene rubata una gallina. La bambina individua chi sia la colpevole, e chiede la restituzione ma riceve solo ingiurie. la giovane Rosa si allontana ma subito un grido: sulla guancia della ladra sono spuntate delle penne. Restituita la gallina le penne scompaiono.

APPARIZIONE DELLA MADONNA. Rosa è gravemente malata e tutti temono per la sua vita. Ma un bel giorno davanti al suo letto appare la Vergine santa che le dice di vestire l’abito del Terzo Ordine francescano e di diffondere la parola di Gesù. Rosa guarisce.

APPARIZIONE DI GESU'. Rosa durante le preghiera fissa intensamente il crocifisso che, piano piano, si anima. Gesù è vivo sulla croce e parla alla fanciulla. Da quel momento Rosa predica con maggiore forza e fiducia in Gesù.

ROSA PREDICA SU UNA PIETRA CHE SI SOLLEVA. Non essendo visibile da tutto il popolo per la piccola statura, Rosa, durante una delle sue prediche, sale su un masso che si solleva da terra e resta così fino alla fine della predica.

CASTIGO AD UN ERETICO. Nella città di Viterbo, durante una delle sue prediche, un eretico per schernirla, fa finta di non vederla, la urta violentemente. Rosa gli predice che di lì a tre giorni sul suo corpo apparirà un segno. Al terzo giorno all’eretico cadono tutti i peli dalla testa fino ai piedi.

PROTEGGE LA SUA CITTA' DI VITERBO. L’esercito di Federico II tenta di conquistare le mura della città di Viterbo. Rosa la protegge con i suoi viterbesi (1243).

RIDA' LA VISTA AD UN CIECO. Andrea è cieco da molto tempo. Durante una delle prediche di Rosa le si pone dinanzi per implorarle la restituzione della vista. Rosa gli fa fare il segno della croce e i suoi occhi tornano a vedere.

LA CIECA GUARITA.  Una bambina cieca dalla nascita, viene condotta dinanzi a Rosa. Lei tocca con le dita gli occhi della fanciulla e traccia il segno della croce dicendo: “Delicata, in nome di Dio, apri gli occhi”. La bambina apre gli occhi è vede per la prima volta.

Predizione dell’accesso al monastero delle Clarisse dopo la morte. Rosa chiede alla suore di entrare nel loro monastero. Queste non l’accettano perché troppo numerose. Rosa predice loro che vi entrerà comunque dopo morta. Il suo copro viene sepolto proprio all’interno del monastero.

APPARE A PAPA ALESSANDRO IV. Rosa, ormai defunta, in un giorno apparve in sogno al papa Alessandro chiedendogli di essere seppellita nel monastero di San Damiano. Il 4 settembre 1258 il suo santo corpo, incorrotto e molle, vi viene trasferito nel monastero.

UNA ROSA INDICA LA SEPOLTURA. Qualche mese prima il Papa Alessandro IV si era recato nella chiesa di Santa Maria in Poggio, dove fu sepolta Rosa. Sul pavimento spunta una rosa rossa per indicare il punto dove riposa la santa.

PERICOLO DI CROLLO DEL CAMPANILE. Nella prima metà del Trecento, il vecchio campanile rischia di crollare. Rosa appare in sogno a una monaca, mentre sorregge il campanile pericolante.

INCENDIO DELL'URNA. Nel 1357 per una candela caduta a terra provoca un violento incendio che brucia l'intera l’urna della santa. Le suore accorrono ma ritardo e, dopo spento l’incendio, pensano che il corpo della santa sia ormai ridotto in cenere. Rosa è intatta nonostante gli ori e gli argenti erano andati in fiamma.

IL MORTO RESUSCITATO. Nel 1419 un certo Menico Di Marco muore a Viterbo. Fedele alla santa, la moglie Covella si reca davanti alla sua urna per invocare la grazia. E' promette che farà dipingere il miracolo sulla cassa che chiude il suo corpo. Tornata a casa trova il marito vivo.

ATTENTATO AL CORPO DI SANTA ROSA DA VITERBO. Nel 1451 Rosa appare in sogno a due suore e gli rivela che “due vermi le rodono la spalla destra”. Le monache decidono di verificare subito la veridicità del sogno ma, scoperta la spalla di Rosa nessun verme appare. Entrando in chiesa, il giorno dopo, vedono che la parte destra della ferrata che protegge il corpo della santa è stata limata.

IL NAUFRAGO SALVATO. Il viaggio verso la Spagna, Il marinaio di nazionalità polacca, Giovanni Discreconiowski, si imbatte in una tempesta in mare aperto. La nave affonda e solo Giovanni, pregando a santa Rosa, si salvò. Il 16 novembre del 1455 si reca davanti all’urna della santa per renderle omaggio per avergli salvato la vita.

I FRANCESI A VITERBO. Era il 27 novembre del 1798 quando i francesi al comando del loro generale Kellerman muove l’attacco a Viterbo da Porta Romana. Santa Rosa protegge la sua città, è per ringraziarla i viterbesi portano al suo santuario le palle di cannone e le bombe inesplose.

TOLTA UN'UNGHIA DALLA MANO DI ROSA RINASCE SUBITO. Un tedesco visita l’urna in cui riposa Rosa e, volendo portare con sé una reliquia, prega una monaca di donargli un’unghia. Alla suora, che si rifiuta, offre delle monete d’oro. La religiosa taglia una delle unghie della mano destra. Il dito tagliato comincia a sanguinare e la monaca, disperata, chiede perdono alla santa. L’unghia ricresce e torna come prima. Da allora l’urna fu dotata di due chiavi. Una in possesso della badessa e l’altra della suora più anziana.

PREGHIERA A SANTA ROSA DA VITERBO

Signore, Dio eterno e onnipotente,

fai che per l'intercessione di S. Rosa da Viterbo,

la nostra povera parola, ispirata da Te,

sappia efficacemente trovare la via ai cuori.

Concedi ai nostri miseri sforzi una parte almeno delle vittorie

che concedesti alla nostra santa protettrice,

affinchè possiamo insegnare ai nostri fratelli l'amore di Dio,

la fedeltà alla Chiesa,

la sottomissione filiale al tuo Vicario in terra;

concedi che se anche potremo,

per grazia tua,

trionfare dei nostri avversari,

si mantenga sempre nel nostro cuore la più perfetta umiltà.

Così sia.